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Intolleranza all’istamina: i consigli della nutrizionista

Come gestire l'intolleranza all'istamina attraverso un regime alimentare corretto. Ce ne parla la nutrizionista Dott.ssa Gori.
Dottoressa Gori, nutrizionista
Dott.ssa Gori, nutrizionista

Prima di parlare di intolleranza all’istamina spieghiamo innanzitutto cosa è l’istamina.

L’istamina è una ammina biogena, presente sia negli animali che nei  vegetali.  Interviene nella conduzione degli impulsi a livello cerebrale,  regola importanti funzioni a livello digestivo, basti pensare che interviene nella produzione dell’acido cloridrico nello stomaco durante la digestione dei cibi, ed ha un ruolo di “mediatore chimico” nelle reazioni infiammatorie ed allergiche.

In una persona sana la quantità di istamina prodotta ed assunta con gli alimenti è in equilibrio con quella smaltita: la maggior parte di istamina che ingeriamo con gli alimenti viene degradata dall’enzima DAO (diaminossidasi) a livello dell’intestino tenue.

Sintomi da intolleranza all’istamina e il ruolo dell’enzima DAO

In individui che riscontrano una intolleranza all’istamina c’è una disfunzione nel meccanismo di degradazione, per carenza o malfunzionamento dell’enzima DAO, per cui l’istamina va ad accumularsi generando una sintomatologia varia.

La maggior parte delle persone si rivolgono a me accusando di base un forte prurito dopo un pasto, che si risolve spontaneamente dopo un arco di tempo variabile.

In associazione al prurito possono comparire anche:

  • Eruzioni cutanee
  • Lacrimazione e gonfiore degli occhi
  • Gonfiore delle labbra
  • Naso chiuso o che cola
  • Arrossamento del viso
  • Asma
  • Fastidi gastrointestinali
  • Mal di testa
  • Vertigini o tachicardia

La diagnosi non è immediata. Inizialmente si andranno ad escludere allergie alimentari, intolleranza al glutine e al lattosio e patologie che coinvolgono il sistema gastrointestinale.

E’ sempre importante la consultazione del medico di medicina generale che conosce la storia clinica del paziente. Può essere utile quantificare l’enzima DAO che degrada l’istamina per valutarne una eventuale carenza ematica.

Dieta e integrazione in caso di intolleranza all’istamina

A livello nutrizionale si limiteranno per un tempo variabile, a seconda della sintomatologia:

  1. Gli alimenti ricchi di istamina
  2. Gli alimenti che attivano  il rilascio di istamina endogena una volta ingeriti (istamino-liberatori)
  3. Le bevande che bloccano la produzione dell’enzima DAO
  • Cibi ricchi di istamina: i cibi e le bevande fermentate, i pesci affumicati e inscatolati, la frutta essiccata e la frutta a guscio, la maggior parte dei salumi, le solanacee e gli spinaci tra le verdure, gli agrumi tra la frutta.
  • Alimenti istamino-liberatori: i legumi, il pomodoro,  la cioccolata, il miele, alcuni frutti come i kiwi, le fragole e le banane, l’albume dell’uovo, il mais ed il grano.
  • Bevande che bloccano la produzione di DAO: il tè, soprattutto il tè nero (ottenuto mediante una lunga fermentazione), ma anche il tè verde e le bevande energetiche.

Si arriva quindi per esclusione, ad una dieta a basso tenore di istamina, privilegiando cibi freschi e non fermentati, cereali naturalmente privi glutine (quinoa e riso ad esempio)  e vegetali,  tolti quelli più ricchi di istamina.

Parallelamente ad una dieta a basso tenore di istamina si consigliano integratori alimentari che aiutano il paziente a:

  • Degradare l’istamina assunta in modo ottimale (integratori dell’enzima DAO)
  • Abbassare la risposta infiammatoria (es. Ribes Nigrum/omega 3) in modo da ridurre l’entità della sintomatologia
  • Incrementare la produzione dell’enzima che degrada l’istamina con la supplementazione dei suoi cofattori enzimatici (vitamine C e B6)
  • Diminuire il rilascio di istamina mediante ceppi selezionati di probiotici

Il risvolto psicologico

Il paziente che mi trovo di fronte la prima volta è spesso molto stressato,  perché arriva ad un punto nodale in cui ha paura di fare scelte sbagliate nella selezione dei cibi, e teme che si scateni una improvvisa reazione cutanea ed un forte prurito.

Quando la reazione cutanea interessa soprattutto il  viso, il paziente vive un forte disagio che lo può portare a vivere anche uno stato depressivo. La tendenza sarà quella di isolarsi e di evitare i contesti sociali.

Il primo passo per affrontare il disagio (più che comprensibile!) è quello di rivolgersi ad un professionista. Ed in caso, sarà il professionista a chiedere una collaborazione ad un altro, e lavoreranno in sinergia.

Riportando la mia pratica lavorativa: ricevo il paziente ed  elaboro la dieta personalizzata, consiglio integratori alimentari laddove necessario, e per ridurre la problematica cutanea attraverso cosmetici mi avvalgo della preziosa collaborazione di Divulgazione Cosmetica.

La Dottoressa Gori riceve su appuntamento in provincia di Pesaro e Urbino. Gestisce una pagina Facebook in cui educa ad una sana alimentazione, propone ricette sfiziose ed esegue una splendida divulgazione scientifica in ambito nutrizionale.

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