Buone pratiche per una cosmesi Plastic Free

Nel mese dedicato ai cosmetici plastic free abbiamo avuto l'enorme piacere di incontrare Laura Angeletti, responsabile per la regione Marche di Pastic Free.

Pastic Free è una onlus impegnata nella tutela del pianeta, costituita da volontari attivi che quotidianamente si adoperano per liberare i mari da quelle tonnellate di plastica che annientano l’intero ecosistema. A Laura ho rivolto domande aperte, per approfondire, comprendere, scegliere, diventare acquirente consapevole. Le ho lasciato carta bianca. Ne è uscito un articolo per stomaci forti.

I numeri della plastica

  • 350 milioni di tonnellate di plastica vengono prodotte ogni anno e solo il 24% viene riciclato correttamente.
  • Un camion al minuto viene riversato nei nostri mari ed oceani di tutto il mondo.
  • Nel 250 ci troveremo ad avere più plastica che pesci e se oggi la relazione è rispettivamente di 1:4 fra soli trent’anni sarà di 4:3.
  • Ogni anno 570.000 tonnellate di plastica finiscono solo nel nostro mediterraneo, l’equivalente di 33.800 bottigliette di plastica gettate in mare ogni minuto.

Si potrebbe continuare ad esporre dati e numeri come questi, impressionanti e quasi inimmaginabili. Per questo invito sempre a partecipare alle nostre raccolte, per toccare con mano la grave problematica ambientale che inizia proprio dietro casa nostra.

La onlus Plastic Free

Plastic Free è una onlus che ha l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla pericolosità della plastica monouso.

All’inizio era una realtà digitale che operava attraverso i canali social, ma in soli 12 mesi ha raggiunto 150 milioni di utenti e oggi, con 730 referenti in tutta Italia, si posiziona come la più importante e concreta associazione che si occupa di questa tematica.

Abbiamo avviato diversi progetti:

  • il progetto raccolte: attraverso una serie di appuntamenti in tutta Italia organizzati dai noi referenti, a cui possono partecipare volontari e associati, ripuliamo le zone dei nostri territori;
  • Plastic Free walk: uniamo lo sport e l’educazione ambientale e diventiamo tutti “raccoglitori-camminatori”
  • Plastic Free Diving: le nostre squadre di sub si impegnano a ripulire i fondali, poiché quello che vediamo, che galleggia, è solo l’1% di quello che realmente è presente nello nostre acque
  • Operiamo all’interno delle scuole con l’obiettivo di sensibilizzare gli studenti con incontri di formazione e raccolte dedicate.
  • Grazie agli sponsor, alle donazioni e al supporto dell’istituto scolastico ci impegniamo nell’acquisire depuratori d’acqua per permettere a ogni studente di riempire la propria borraccia e diminuire notevolmente il consumo di bottigliette (8 milioni di studenti italiani, che potenzialmente consumano una bottiglietta d’acqua al giorno, per 200 giorni scolastici, arrivano a consumare oltre un miliardo di bottigliette di plastica)
  • Plastic Free è in prima linea nel salvataggio e cura delle tartarughe marine in difficoltà a causa dell’inquinamento. Il Progetto Tartaruga permette a chiunque di adottare virtualmente una tartaruga e verrà consegnato un certificato di adozione in formato digitale.
  • Come ultimo progetto stiamo implementando il Progetto Comuni per creare un protocollo d’intesa tra l’associazione ed il comune, fino al riconoscimento, secondo precisi standard, del “Comune Plastic Free”, che riceverà il gagliardetto e verrà inserito nella lista che sarà presente nel nostro sito sotto la dicitura “comuni Plastic Free”
  • Fino ad oggi l’associazione ha rimosso 360.000 chilogrammi di plastica e rifiuti dall’ambiente e ci siamo posti l’obiettivo di raddoppiare con più di 140 appuntamenti in tutta Italia per la nostra data nazionale

Scomposizione della plastica raccolta

Laura Angeletti - Plastic Free
Laura seduta su 11kg di reti raccolte in spiaggia

Troviamo davvero di tutto, siamo sommersi di polistirolo, bastoncini dei cotton-fioc e reti per la mitilicultura: durante le mie raccolte chiedo lo sforzo ai volontari di dividere le reti dagli altri rifiuti plastici per poter verificare il loro peso effettivo e portare questa problematica agli occhi di chi deve aiutarci a cambiare. L’ultima volta abbiamo raccolto, in una sola ora, 15 chili di sole reti. È impressionante.

Noi come associazione speriamo sempre che ogni comune autonomamente garantisca recupero e riciclo, ma dipende molto dall’ente di raccolta rifiuti locale. Noi non seguiamo la filiera dello smaltimento e del riciclo, ci limitiamo a pulire e sensibilizzare.

Approccio innovativo e start up

Sono moltissime le start-up che creano oggetti con la plastica riciclata o raccolta dagli oceani ma credo che il punto sia davvero limitarne il consumo; come già detto sono presenti enormi quantità di plastica, e ormai è diventato quasi impossibile eliminarla.

Non dobbiamo cadere nella falsa sicurezza che il riciclo sia l’unica soluzione, poiché la produzione è troppo alta e il riciclo non tiene il ritmo della sovrapproduzione. Le aziende che utilizzano materiali di riciclo danno certamente una mano e un contributo ma dobbiamo sempre ragionare anche sulla sostenibilità della produzione.

Il contatto quotidiano con le microplastiche

Sono molte le occasioni in cui utilizziamo e ci ritroviamo in contatto con la plastica senza nemmeno rendercene conto. Ingeriamo 5 grammi di microplastica a settimana, il corrispettivo di una carta di credito. La troviamo nei cibi, nell’ acqua che beviamo, nella birra, nei cosmetici quali scrub e dentifricio (quei pallini di microplastica finiranno nello scarico che finirà in mare e con il tempo diventerà nanoplastica ed entrerà nella nostra catena alimentare. Sono state trovate microplastiche addirittura nella placenta.)

(NdR: mi permetto di inserirmi dicendo che a partire da gennaio 2020 Disegno di legge n. 2582 l’utilizzo di microplastiche all’interno dei cosmetici è vietato, e se volete tirare un sospiro di sollievo leggete qui)

Cosa possiamo fare nel quotidiano

Quello che dobbiamo provare a fare è iniziare a fare acquisti consapevoli, poco alla volta, cercando di trovare alternative e soluzioni durevoli nel tempo. Ad esempio pensare di usare una borraccia, dell’acqua in vetro, evitare di comprare frutta e verdura imballata, o comunque tutti gli elementi con imballaggi “inutili”.

Quando vado a fare la spesa mi chiedo sempre “ha senso questo packaging”? se la risposta é no lo lascio li. Se in quel momento non ci sono alternative cerco di farne a meno, a meno che non sia chiaramente un bisogno essenziale.

I cambiamenti per poter essere reali e duraturi devono essere piccoli, lenti e consapevoli. Si deve procedere poco per volta; io stessa ho iniziato con una borraccia e ora nel mio bagno c’è esclusivamente cosmesi plasticfree. Cerco di utilizzare dentifricio, shampoo e bagnoschiuma solidi, ho dischetti lavabili per struccarmi e la eco-cup a sostituire gli assorbenti.

Grazie infinite Laura per il tuo prezioso contributo…come primo piccolo gesto di impegno sociale Divulgazione Cosmetica ha acquistato un albero nell’arboreto di San Germano, ma ci vedremo presto in spiaggia, sacco alla mano e tanta voglia di fare qualcosa per il pianeta.

Eleonora Tuzi
Eleonora Tuzi
Mi chiamo Eleonora Tuzi, sono laureata in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche e dal 2009 svolgo la professione di farmacista. In questi anni grazie al mio lavoro ho avuto modo di constatare quanto le problematiche cutanee siano percepite come un forte disagio e quanto spesso la scelta di un cosmetico non adatto possa aggravarne la sintomatologia.

Hai un brand cosmetico o un’attività nell’ambito del benessere e della salute e vorresti parlarne sul blog di Divulgazione Cosmetica?

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