Il Blog di Divulgazione Cosmetica

CICATRICI

Con la Professoressa Elisabetta Casale approfondiamo il tema delle cicatrici e scopriamo come prevenire la comparsa di cicatrici ipertrofiche e cheloidi utilizzando un corretto approccio cosmetico.

Le cicatrici rappresentano l’esito fisiologico del processo di riparazione tissutale, una risposta biologica complessa e articolata che coinvolge la maggior parte dei tessuti dell’organismo. Questo meccanismo ha l’obiettivo di ripristinare l’integrità strutturale del derma a seguito di un insulto, sia esso di origine traumatica o chirurgica.

Una cicatrice considerata “ideale” appare piatta, sottile e con un colore simile alla pelle circostante. In questo contesto, la gestione post-operatoria della cicatrice, soprattutto domiciliare, è fondamentale per favorire la formazione di cicatrici esteticamente accettabili e funzionalmente efficienti. In alcuni casi, tuttavia, le cicatrici possono sviluppare caratteristiche patologiche, alterando non solo l’aspetto estetico, ma anche la funzionalità della zona interessata. È il caso, ad esempio, dei cheloidi localizzati in prossimità delle articolazioni, che possono compromettere l’escursione articolare e limitare il movimento.

Processo di guarigione della ferita e cicatrici

Rappresenta un sistema di riparazione che porta  alla ricostituzione del tessuto leso. La cicatrice è un tessuto fibroso che si forma per riparare  una lesione (patologica o traumatica) dovuta  alla proliferazione del derma e dell’epidermide. È un processo che può durare da due mesi a due anni.

La riparazione di una ferita si articola in quattro fasi principali, che si succedono in un ordine temporale preciso, pur presentando parziali sovrapposizioni: emostasi, infiammazione, proliferazione e rimodellamento.

EMOSTASI: Questa fase inizia immediatamente dopo la lesione e ha la funzione primaria di arrestare il sanguinamento e contenere la diffusione di patogeni. I principali eventi comprendono la vasocostrizione locale, l’aggregazione piastrinica e la formazione del coagulo di fibrina. Le piastrine rilasciano numerosi fattori di crescita, questi segnali molecolari attivano fibroblasti, cellule endoteliali e macrofagi, coordinando la fase successiva della guarigione.

FASE INFIAMMATORIA: Ha inizio contestualmente all’emostasi e perdura per circa 48-72 ore. In questo intervallo si attivano le cascate della coagulazione e del complemento, accompagnate dalla degranulazione piastrinica. Tali eventi sono fondamentali per limitare la perdita di liquidi e contrastare l’insorgenza di infezioni. I neutrofili, richiamati da segnali chemiotattici, svolgono un’efficace azione antimicrobica, mentre i monociti migrano nella sede della lesione e si differenziano in macrofagi. Questi ultimi fagocitano detriti cellulari e microrganismi, oltre a secernere ulteriori fattori di crescita che stimolano la proliferazione dei fibroblasti. Clinicamente, in questa fase la cicatrice appare eritematosa, dolente e spesso pruriginosa.

FASE PROLIFERATIVA: Insorge a partire dal secondo-terzo giorno dopo la lesione e può protrarsi per tre-sei settimane. È caratterizzata da intensa proliferazione e migrazione cellulare. I cheratinociti migrano verso l’area lesa, maturano all’interno del tessuto di granulazione e contribuiscono alla riepitelizzazione. Contestualmente, si verifica il fenomeno dell’angiogenesi, con formazione di nuovi capillari a supporto del tessuto in via di rigenerazione. I fibroblasti producono componenti della matrice extracellulare, tra cui collagene , elastina, acido ialuronico e proteoglicani. Alcuni fibroblasti si differenziano in miofibroblasti, cellule dotate di filamenti di actina con capacità contrattili, che facilitano la chiusura della ferita. In questa fase, la cicatrice si presenta ancora arrossata e in rilievo, con caratteristiche morfologiche transitorie.

RIMODELLAMENTO: Inizia quando la ferita è completamente chiusa e può durare dai 12 ai 24 mesi. Il tessuto neoformato viene gradualmente riorganizzato: il collagene di tipo III viene sostituito dal più stabile collagene di tipo I, le fibre si orientano secondo le linee di tensione cutanea e il tessuto cicatriziale si appiattisce e schiarisce. Si assiste al consolidamento della funzione barriera dell’epidermide.

Cicatrici e complicanze

Un’alterazione dell’equilibrio tra sintesi e degradazione della matrice extracellulare può condurre a una guarigione patologica della ferita, con sviluppo di cicatrici anomale. Tali esiti sono spesso influenzati da un’eccessiva espressione di fattori pro-fibrotici, a fronte di una ridotta presenza di citochine antifibrotiche.

Cicatrici ipertrofiche: si manifestano come ispessimenti cutanei ben delimitati, che non oltrepassano i margini della ferita originaria. Sono spesso pruriginose, ma tendono a regredire spontaneamente con il tempo.

Cheloidi: si distinguono per la crescita disorganizzata ed espansiva della cicatrice oltre i confini della ferita primaria. Hanno un aspetto irregolare e possono risultare dolorosi o fortemente pruriginosi. Non regrediscono spontaneamente e richiedono terapie specifiche, come infiltrazioni cortisoniche o escissione chirurgica.

Strategie per prevenire cicatrici patologiche

La prevenzione delle cicatrici patologiche è essenziale, non solo per l’estetica, ma anche per preservare la funzionalità cutanea e la qualità della vita. Gli interventi preventivi devono iniziare fin dalle prime fasi post-lesionali.

Questo articolo è estratto da una Guida Cosmetica nata dal desiderio della Dott.ssa Elisabetta Casale, cosmetologa, cosmetic designer e docente universitario, ed è stata realizzata con la collaborazione di Francesca Damato, tricologa e formulatrice cosmetica, Alice Loreti, farmacista e divulgatrice scientifica, ed Eleonora Tuzi, farmacista e cosmetologa. E' pensata per offrire un sostegno qualificato a farmacisti, estetiste, caregiver e pazienti nella cura della pelle durante il delicato periodo delle terapie oncologiche.
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Buone pratiche da adottare:

  • Igiene quotidiana: disinfettare la ferita ogni giorno per prevenire l’insorgenza di infezioni. È importante monitorare l’aspetto e segnalare tempestivamente segni di infezione al medico.
  • Massaggi cicatriziali: una volta avvenuta la chiusura della ferita, si consiglia di effettuare massaggi energici almeno due volte al giorno, seguendo la direzione della cicatrice. E’ utile l’ utilizzo di creme contenenti acido ialuronico o oli ozonizzati che  favoriscono la riepitelizzazione e l’elasticità tissutale.
  • Silicone in fogli o gel: l’applicazione quotidiana (preferibilmente notturna) per un periodo di almeno sei mesi migliora l’idratazione cutanea grazie all’effetto occlusivo e previene l’ispessimento cicatriziale.
  • Protezione solare: per prevenire l’iperpigmentazione post-infiammatoria, è fondamentale evitare l’esposizione solare nei primi sei mesi, utilizzando schermature solari ad ampio spettro con SPF 50+.

Ingredienti cosmetici ad azione cicatrizzante

Numerosi ingredienti di origine naturale sono efficaci nel supportare il processo di cicatrizzazione. I trattamenti topici, indipendentemente dalla dimensione della cicatrice o dall’età del paziente, rappresentano un valido ausilio terapeutico.

Principali attivi con azione cicatrizzante:

Oli ozonizzati: derivati da oli vegetali (oliva, girasole…), presentano proprietà idratanti, antimicrobiche e stimolanti della cicatrizzazione. Studi in vivo ne hanno evidenziato l’efficacia nel trattamento di lesioni infette, comprese quelle causate da Staphylococcus aureus e ceppi resistenti, con tempi di guarigione compresi tra uno e due mesi.

Allium cepa (estratto di cipolla): presente in gel o unguenti, possiede proprietà antinfiammatorie, antimicrobiche e rigenerative. Spesso è associato all’allantoina, che ha effetti cheratolitici, idratanti, riepitelizzanti e lenitivi. La loro sinergia si è dimostrata efficace nella prevenzione e trattamento di cicatrici patologiche.

Aloe vera: il gel contiene polisaccaridi (in particolare l’acemannano), vitamina C e zinco, che stimolano la proliferazione dei fibroblasti e la sintesi di collagene. Il β-sitosterolo, inoltre, favorisce l’angiogenesi e la rigenerazione tissutale.

Approfondimento realizzato dalla Dott.ssa Elisabetta Casale, Docente di Marketing di prodotto cosmetico presso l’Università di Ferrara e la IULM di Milano, Docente di Cosmesi Oncologica nel Master in Farmacologia Oncologica proposto dall’Università di Milano.

Immagine di Eleonora Tuzi
Eleonora Tuzi
Mi chiamo Eleonora Tuzi, sono laureata in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche e dal 2009 svolgo la professione di farmacista. In questi anni grazie al mio lavoro ho avuto modo di constatare quanto le problematiche cutanee siano percepite come un forte disagio e quanto spesso la scelta di un cosmetico non adatto possa aggravarne la sintomatologia.

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