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CONSERVANTI NEI COSMETICI

Il sistema conservante nei cosmetici e l'interazione con il microbiota cutaneo: una panoramica della più recente letteratura scientifica realizzata dalla Dott.ssa Sara Sgarlata, farmacista e cosmetologa appassionata di ricerca e sviluppo.

L’importanza dei conservanti e il loro effetto sul microbiota cutaneo: studio della letteratura scientifica con Sara Sgarlata, farmacista e cosmetologa appassionata di ricerca e sviluppo.

Sara Sgarlata

Il Regolamento cosmetico entrato in vigore nel 2009 stabilisce una serie di regole che ogni prodotto cosmetico deve rispettare prima di essere immesso in commercio. Una di queste, riguarda l’importanza del sistema conservante presente nel cosmetico.

I CONSERVANTI NEI COSMETICI

La qualità di un prodotto cosmetico è spesso interpretata attraverso caratteristiche soggettive e sensoriali, come ad esempio profumazione, texture, consistenza e colore.

Ma quanto è difficile ottenere e mantenere queste performance attese dal consumatore finale?


Un prodotto chimicamente instabile non sarà in grado di soddisfare le aspettative, perché potrebbe presentare separazione delle fasi, sedimentazione, variazione di consistenza e di colore, irrancidimento e odore piuttosto sgradevole.


Per evitare questi problemi, uno degli elementi cruciali è il sistema conservante, insieme di ingredienti che previene la crescita di microrganismi, come batteri, lieviti e funghi.

IL SISTEMA CONSERVANTE NEI COSMETICI

La scelta del sistema conservante è regolamentata dall’allegato V del regolamento europeo.
La sua funzione è garantire l’attività antimicrobica contro i microorganismi che potrebbero contaminare il prodotto, sia nella fase di produzione, ma soprattutto durante la fase di stoccaggio e nell’uso quotidiano del consumatore.

Infatti, durante l’utilizzo quotidiano, il contenitore del prodotto viene aperto e chiuso ripetutamente esponendo a potenziali contaminazioni esterne. Inoltre il prodotto viene spesso conservato in ambienti umidi, come il bagno, e applicato utilizzando mani bagnate o non completamente pulite. Un sistema conservante ben scelto assicura quindi la sicurezza e la stabilità del prodotto nel tempo.

Le caratteristiche che un conservante deve possedere per soddisfare queste esigenze sono:

  • Ampio spettro d’azione ed efficace a basse concentrazioni
  • Stabilità alle diverse temperature e pH a cui il prodotto sarà sottoposto
  • Solubilità in acqua e insolubilità in olio, per garantire che agisca principalmente dove i batteri proliferano, ossia nella fase acquosa
  • Privo di odore e di colore, per non alterare l’esperienza sensoriale del consumatore
  • Maneggevolezza e sicurezza d’uso per il lavoratore e il produttore

Ma come influisce l’uso di questi conservati sul microbiota cutaneo, la flora batterica naturale della pelle?

Sebbene il conservante protegga il prodotto dalla contaminazione, la sua interazione con la pelle potrebbe influenzare l’equilibrio dei batteri che popolano il nostro epidermide.

In che modo i conservanti chimici possono influenzare la salute della pelle e del microbiota?

CONSERVANTI NEI COSMETICI E MICROBIOTA CUTANEO

Negli ultimi anni diversi ricercatori hanno focalizzato la loro attenzione sul ruolo dei conservanti e sulle interazioni con il microbiota cutaneo. Vediamone insieme alcuni, considerando procedure e metodologie.

Un recente studio iraniano condotto nel 2022 ha valutato l’effetto di 7 conservanti, comunemente utilizzati nei prodotti cosmetici, sulla flora batterica cutanea.
Nel caso specifico hanno reclutato 15 volontari di età compresa tra i 20 e i 35 anni. Hanno raccolto dei campioni dalla superficie della pelle, scegliendo tre punti simmetrici delle guance. Poi hanno estratto il DNA attraverso un metodo definito ‘ebollizione’ per rompere le pareti di questi microrganismi e liberare il loro DNA. Gli effetti dei conservanti sono stati valutati su terreni di coltura a brodo.

I risultati sono stati sorprendenti perché i conservanti testati hanno inibito la crescita di lieviti isolati appartenenti alla specie Candida Albicans e Malassezia furfur. Tuttavia non hanno inibito la crescita dello Staphylococcus epidermis. Questo ci fa riflettere sul fatto che i conservanti sono in grado di cambiare l’equilibrio del microbiota, mantenendo un’azione selettiva.


Un altro studio condotto nel 2021 valuta l’attività residua dei conservanti sulla pelle (esempio prodotti leave-in). In particolare i ricercatori hanno valutato in vitro come l’attività di 11 conservanti presenti nei prodotti cosmetici influenzi 3 batteri tipici ovvero Propionibacterium acne (responsabile dell’acne), Staphylococcus epidermidis (benefico per la protezione della pelle) e Staphylococcus aureus (potenzialmente patogeno).

In particolare hanno esaminato l’effetto dei conservanti su un istone HDAC3, ovvero una proteina coinvolta nella regolazione genica dei batteri. Combinando varie formulazioni, hanno notato che 3 di queste si sono dimostrate utili per ripristinare una disbiosi cutanea, inibendo moderatamente il Propionibacterium acne e lo Staphylococcus aureus, senza influenzare minimamente lo Staphylococcus epidermis. Altre combinazioni si sono dimostrate efficaci per l’uso di cosmetici da applicare sul cuoio capelluto, poiché sono state capaci di preservare l’ equilibrio naturale del microbiota. Inoltre altri conservanti sono stati in grado di aumentare l’espressione dell’istone prima citato, conferendo un effetto positivo sul mantenimento della barriera cutanea.


Uno studio condotto nel 2023 da un istituto di dermatologia asiatico ha permesso di valutare l’effetto di alte dosi di conservanti nei prodotti cosmetici leave-on sullo Staphylococcus epidermis.
Nel caso specifico sono stati raccolti 46 campioni di pelle dell’area zigomatica. Da questi campioni sono stati isolati 77 ceppi di S. epidermis. Sono stati testati nove conservanti per valutare la MIC (concentrazione minima inibente), la MPC (concentrazione di prevenzione mutanti) e la cinetica battericida. I conservanti come: 2-bromo-2- nitro-1,3-propandiolo, etil 4-idrossibenzoato, bromuro di esadeciltrimetilammonio e imidazolidinil urea alle loro dosi massime consentite dal regolamento asiatico risultano essere molto potenti ed efficaci nell’uccidere i batteri e addirittura due di loro hanno ucciso i batteri in meno di un’ora.

Questo studio dimostra come i conservanti dei prodotti leave-on possono alterare l’equilibrio cutaneo. Quindi per garantire la sicurezza non bisogna soltanto valutare nel caso specifico il sistema conservante ma anche la tossicità di questo.

CONSIDERAZIONI

La scelta del sistema conservante non è solo una questione di sicurezza, ma è preservare l’equilibrio microbico. Gli studi analizzati dimostrano chiaramente che alcuni conservanti, anche se sono efficaci nel prevenire la contaminazione del prodotto cosmetico, possono alterare la popolazione microbica. E’ necessario concentrarsi sull’argomento e continuare a studiare per trovare nuove soluzioni mirate a garantire la sicurezza del cosmetico e la tutela del consumatore.

Leggi anche: Microbiota cutaneo e dermatite atopica

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Immagine di Eleonora Tuzi
Eleonora Tuzi
Mi chiamo Eleonora Tuzi, sono laureata in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche e dal 2009 svolgo la professione di farmacista. In questi anni grazie al mio lavoro ho avuto modo di constatare quanto le problematiche cutanee siano percepite come un forte disagio e quanto spesso la scelta di un cosmetico non adatto possa aggravarne la sintomatologia.

Hai un brand cosmetico o un’attività nell’ambito del benessere e della salute e vorresti parlarne sul blog di Divulgazione Cosmetica?

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