Le terapie oncologiche, in particolare la chemioterapia e le terapie mirate, sono note per far insorgere una varietà di effetti collaterali dermatologici comuni come ad esempio il rash maculopapulare e le eruzioni papulo-pustolose. Tali condizioni possono avere un impatto significativo negativo sulla qualità della vita dei pazienti, sulle relazioni personali, sociali, lavorative e possono portare a interruzioni o addirittura alla sospensione dei trattamenti. Queste tipologie di reazioni cutanee interessano dal 20 all’80% dei pazienti trattati con terapia anti-EGFR e possono presentarsi con un’incidenza che può raggiungere il 100% a causa del loro meccanismo d’azione. Molteplici trattamenti antitumorali prendono di mira specifiche molecole coinvolte nella crescita del tumore e sono presenti nella pelle, nei capelli e nelle unghie. Sebbene tali risposte cutanee possono essere negative per il paziente, tuttavia possono essere indice positivo di una risposta favorevole alla terapia antitumorale.
Rash maculopapulare ed eruzioni papulo-pustolose
Il rash maculopapulare è un disturbo dermatologico che comprende diverse alterazioni cutanee tra cui l’eritema, che si presenta come una reazione avversa cutanea caratterizzata dalla presenza di macule (macchie piatte e scolorite sulla pelle) e papule (piccole lesioni solide in rilievo) che possono variare in dimensioni e colore. Tale disturbo può essere accompagnato da prurito e, in alcuni casi, da febbre.
Il termine “eruzioni papulo-pustolose” si riferisce, invece, a un tipo specifico di eruzione cutanea caratterizzata dalla presenza di papule (piccole lesioni solide in rilievo) e pustole (lesioni simili alle papule ma contenenti pus). Tali eruzioni cutanee possono essere eritematose e pruriginose e spesso associate alla follicolite. Questa condizione può essere localizzata principalmente sul viso, sul cuoio capelluto, sulla parte superiore del torace, sulle spalle e sulla parte superiore della schiena.
Talvolta le fonti utilizzano erroneamente il termine “eruzione acneiforme” come sinonimo sottolineando come questa condizione imiti nell’aspetto l’acne.
Le eruzioni papulo-pustolose si differenziano dall’acne perché:
- non sono presenti comedoni e cisti (punti neri o bianchi);
- sono presenti sintomi specifici come: la sensazione di bruciore, prurito o dolore;
- migliora con gli steroidi topici e non migliora con i retinoidi.
Questo articolo è estratto da una Guida Cosmetica nata dal desiderio della Dott.ssa Elisabetta Casale, cosmetologa, cosmetic designer e docente universitario, ed è stata realizzata con la collaborazione di Francesca Damato, tricologa e formulatrice cosmetica, Alice Loreti, farmacista e divulgatrice scientifica, ed Eleonora Tuzi, farmacista e cosmetologa. E' pensata per offrire un sostegno qualificato a farmacisti, estetiste, caregiver e pazienti nella cura della pelle durante il delicato periodo delle terapie oncologiche.Vuoi scaricare gratuitamente la Guida al Trattamento Cosmetico del paziente Oncologico? Clicca qui
Cause scatenenti rash maculopapulare ed eruzioni
I principali responsabili di questi effetti collaterali cutanei sono:
- Gli Inibitori dell’EGFR o inibitori del recettore del fattore di crescita epidermico (Epidermal Growth Factor Receptor o EGFR o HER-1) sono farmaci biologici che agiscono bloccando la funzione del recettore del fattore di crescita epidermoidale. Questa categoria di farmaci sfrutta il fatto che l’EGFR è espresso in molti tumori solidi (tumori del colon-retto, pancreas, polmone, mammella, tratto genito-urinario, glioblastomi, distretto cervico-facciale) ed è presente in numerosi distretti come: la guaina esterna dei follicoli piliferi, nelle cellule del tessuto connettivo dermico e nei cheratinociti basali. Tali farmaci, inibendo l’EGFR, influenzano i cheratinociti basali della pelle provocando risposte infiammatorie a cascata ovvero inducono la produzione di citochine, la chemiotassi dei leucociti e l’infiltrazione nella pelle, nonché tutti i cambiamenti nella microflora cutanea. Il processo infiammatorio dà origine a una reazione infiammatoria a catena che si manifesta con eruzioni tipiche che spesso assomigliano o possono essere confusi con l’acne.
- Alcuni agenti chemioterapici, in particolare i taxani e le fluoropirimidine, e farmaci di supporto (ad esempio il prednisone) possono contribuire all’eritema. Inoltre la chemioterapia funziona danneggiando il DNA delle cellule tumorali per impedirne la crescita e la divisione. Le cellule della pelle, essendo tra le cellule che si dividono più rapidamente nel corpo, sono particolarmente sensibili a questo danno. Questo può portare a infiammazione, eritema e altri effetti collaterali cutanei oltre che possono influenzare il sistema immunitario, rendendo la pelle più suscettibile alle infezioni e alle reazioni infiammatorie.
- La radioterapia, spesso utilizzata in combinazione con gli inibitori dell’EGFR, può aumentare significativamente l’incidenza e la gravità dell’eritema e delle eruzioni acneiformi.
Inoltre lo sviluppo delle eruzioni cutanee è correlato alla dose, dosi più elevate e trattamenti più frequenti possono aumentare il rischio di effetti collaterali cutanei. Tali manifestazioni si sviluppano all’incirca nelle prime 1-2 settimane e raggiungono il picco a 3-4 settimane di terapia e che poi tendono a risolversi in circa 8-12 settimane.
Oltre ai farmaci specifici, la gravità di queste reazioni cutanee può essere influenzata da:
- Caratteristiche individuali del paziente: come il fototipo, la storia di malattie della pelle e la predisposizione genetica.
- Fattori ambientali: come l’esposizione al sole, l’umidità e l’uso di prodotti per la cura della pelle.
È importante notare che, anche se le eruzioni acneiformi indotte dalle terapie oncologiche possono ricordare l’acne tradizionale, le valutazioni istologiche rivelano che la patologia sottostante è diversa ed è legata a meccanismi patologici distinti e ad effetti dei trattamenti sulle strutture cutanee.
La gravità di queste reazioni può variare da lieve a severa e proprio per questi motivi è utile un continuo un approccio multidisciplinare che coinvolge oncologi, dermatologi, psicologi, farmacisti e altri professionisti sanitari al fine di monitorare e valutare eventuali terapie sistemiche aggiuntive, personalizzazioni di trattamento sistemico, topico e cosmetico oltre che il supporto psicologico.
Consigli cosmetici per gestire il rash maculopapulare in chemioterapia
In queste circostanze oltre il consiglio di consultare e tenere aggiornato sull’evoluzione dello status della pelle il proprio dermatologo, è bene riconoscere la detersione delicata come pilastro fondamentale e cruciale nella gestione di acne e rash causati da terapie oncologiche supportando il paziente con semplici consigli utili a minimizzare l’irritazione cutanea che dovrebbero includere le comuni raccomandazioni per la cura della pelle delicata e secca.
- È fondamentale consigliare ai pazienti di lavare la pelle delicatamente, senza strofinare e di asciugare tamponando con un panno morbido.
- L’acqua tiepida è preferibile all’acqua calda in quanto può ulteriormente seccare la pelle. Inoltre è bene evitare le docce calde prolungate.
- È importante evitare l’esposizione solare. Dunque è bene educare il paziente sull’importanza della fotoprotezione, utilizzando creme solari ad ampio spettro con filtri UVA e UVB e con un fattore di protezione solare molto alto (SPF) 50+ per proteggere la pelle dai danni del sole.
- È importante evitare l’utilizzo di indumenti che possono causare sfregamento ed utilizzare detergenti per lavarli privi di additivi potenzialmente irritanti.
- È importante consigliare ai pazienti di scegliere prodotti specificamente formulati per pelli sensibili e di evitare quelli che contengono saponi a pH basico, conservanti, le fragranze e le lozioni a base di alcool. È importante utilizzare detergenti delicati con un pH vicino a quello della pelle (~5) Prediligere formulazioni cosmetiche specifiche per la detersione delicata della pelle sensibile e reattiva. In generale, si raccomanda di preferire detergenti delicati, preferibilmente oleosi o prodotti a basso o nullo contenuto di tensioattivi preferendo prodotti ricchi di grassi vegetali per l’idratazione (burro di karité, olio di argan, olio di oliva) ed evitare quelli derivati da minerali (paraffina, petrolio, PEG).
- È importante educare i pazienti sull’importanza di mantenere giornalmente una buona idratazione cutanea utilizzando creme emollienti e protettive specifiche per la pelle sensibile. Anche perché consigliare soluzioni cosmetiche appropriate, può contribuire significativamente a migliorare la qualità della vita del paziente durante il percorso terapeutico.
Nello specifico, in caso di eruzioni acneiformi:
- Si consiglia di evitare i farmaci di libera vendita ad uso topico per l’acne contenenti perossido di benzoile, tretinoina, acido azelaico, adapalene che possono essere erroneamente applicati sulle pustole del viso e indurre secchezza e irritazione. È necessario consultare il dermatologo per avvalersi in linea di massima di farmaci topici (emollienti, schermi solari, corticosteroidi a bassa potenza, metronidazolo, clindamicina, inibitori della calcineurina) e sistemici (doxiciclina, azitromicina, metilprednisolone).
- Le creme idratanti con urea a basse concentrazioni sono raccomandate due volte al giorno, insieme alla fotoprotezione.
- I dermocosmetici con niacinamide sono suggeriti come approcci proattivi e reattivi in caso di eruzione acneiforme.
Articolo realizzato da Alice Loreti, farmacista specializzata in Comunicazione Scientifica e divulgatrice scientifica nel canale PillolePodcast.

