Esfolianti meccanici e chimici: quali usare

La Dott.ssa Francesca Mancini, formatrice chimica e cosmetologa, ci spiega quali sono le differenze tra esfolianti meccanici e chimici per il trattamento viso.

L’esfoliazione è un trattamento cosmetico che consiste nell’allontanamento delle cellule presenti a livello superficiale sulla pelle con l’obiettivo di liberare gli strati sottostanti e dare alla pelle un aspetto più levigato. Inoltre l’esfoliazione a cadenza regolare svolge un’azione efficace contro l’invecchiamento cutaneo e le rughe.

Lo strato corneo della pelle

Le cellule dello strato corneo (lo strato più esterno della pelle) sono soggette ad un ricambio fisiologico. Con l’avanzare dell’età questo turn-over può subire alterazioni e rallentamenti, che portano la pelle ad avere maggiore opacità, accumulo di detriti e rallentamento delle funzioni fisiologiche.

Per questo motivo l’esfoliazione è una buona abitudine anti-age. Inoltre è uno dei trattamenti più richiesti nei centri estetici ma anche molto diffuso a livello domiciliare.

Gli esfolianti possono essere di due tipi:

  • ESFOLIANTI MECCANICI
  • ESFOLIANTI CHIMICI

Gli esfolianti meccanici

Gli esfolianti meccanici (o fisici) sono comunemente noti come SCRUB. Contengono particelle solide che svolgono azione microabrasiva, cioè sono in grado di rimuovere fisicamente le cellule dello strato corneo, conferendo alla cute un aspetto più luminoso e levigato. Sono di semplice applicazione anche se non adatti per tutti i tipi di pelle. Infatti un’abrasione eccessiva su pelli delicate può portare ad arrossamenti ed irritazione. Per questo motivo risulta molto importante sia la manualità di chi effettua lo scrub sia la granulometria delle particelle.

Tra gli esfolianti più noti ci sono ingredienti di origine vegetale:

  • guscio della noce, seme di pesca, seme di albicocca, seme di mandorla;
  • seme di jojoba: cera dall’insolito aspetto liquido commercializzata in sfere (d= 30-60 µm) utilizzata nei cosmetici a concentrazione diversa in funzione del grado di esfoliazione desiderato (1-15%). Ha il vantaggio di non essere irritante, pertanto preferita nell’esfoliazione viso;
  • luffa: una spugna completamente vegetale, derivata dall’essiccazione dell’omonimo ortaggio appartenente alla famiglia delle Cucurbitaceae (simile ad una comune zucchina). E’ una spugna di tessuto fibroso adatta per gli scrub utilizzata da secoli nei bagni turchi orientali. Ha la peculiarità di poter essere utilizzata a secco per una esfoliazione energica e umida per una esfoliazione delicata.

Gli esfolianti chimici

Gli esfolianti chimici sono sostanze ad azione cheratoplastica o cheratolitica , che agiscono sui desmosomi, cioè sulle giunzioni tra i cheratinociti dello strato corneo.

Lo strato corneo, prima barriera di difesa della pelle e di attraversamento dei cosmetici, può essere ulteriormente suddiviso in compatto e disgiunto. Lo strato corneo compatto  è il più profondo e in esso i desmosomi sono ancora attivi e tengono le cellule unite. Nello strato corneo disgiunto, che è la porzione più superficiale della cute, comincia lo sfaldamento e la formazione di lacune.

I cheratoplastici introducono più acqua tra un corneocita e l’altro, allontanandoli fino a distaccarli. Oltre alla rimozione delle cellule in desquamazione, si ha maggiore capacità degli idratanti di raggiungere lo strato corneo compatto

I cheratolitici rompono i legami di chimici della cisteina della cheratina, stimolando una nuova produzione cellulare.

Nell’esfoliazione chimica gli esfolianti chimici più utilizzati sono gli alfa, i beta ed i poli-idrossiacidi.

Alfa-idrossiadici

Acidi carbossilici con un gruppo –OH legato in posizione alfa. Si trovano in natura nella canna da zucchero (Acido Glicolico), nel latte (Acido Lattico), nell’uva acerba (Acido Tartarico), negli agrumi (Acido Citrico), nelle mele (Acido Malico) e nella mandorla amara (Acido Mandelico).

Il più noto è l’Acido glicolico, che oltre ad esfoliare la cute, stimola nel derma la sintesi di mucopolisaccaridi, collagene e acido ialuronico ed attenua le discromie.

Di grande utilizzo nei trattamenti estetici in cabina, ha rivelato i suoi limiti in quanto fotosensibilizzante, pertanto non adatto durante le stagioni caldi, e per il suo potere irritante (dovuto alle ridotte dimensioni, che si traducono in elevata capacità di penetrazione cutanea) che lo rende non idoneo alle pelli delicate ed ipersensibili.

Per questo motivo l’SCCS (il Comitato Scientifico per la Sicurezza e la Salute dei Consumatori) nel suo parere del 2004 ha indicato l’ingrediente sicuro se utilizzato a pH>=3,8 fino a concentrazione del 4.0%. Su altri livelli di concentrazione il comitato non si è espresso per mancanza di dati a sufficienza.

Allo stesso modo il gruppo di esperti del CIR (Cosmetic Ingredient Review) nella pubblicazione del 2017 (IJT 36(Suppl 2):14-58) ha stabilito che l’utilizzo di tale ingrediente è sicuro nelle condizioni raccomandate:

 pH>=3,5 tamponato e concentrazione inferiore al 10% per i prodotti domiciliari;

 pH>= 3,0 tamponato e concentrazione inferiore al 30% per i prodotti da salone, se utilizzati in modo discontinuo e con le indicazioni di protezione solare quotidiana.

Bisogna precisare che si tratta in tutti casi di raccomandazioni di utilizzo, e non di limiti imposti per legge, pertanto è importante la scelta di affidarsi ad un operatore specializzato nelle cure estetiche, come un’estetista qualificata, e non optare nel fai da te nell’impiego di questo prodotto.

L’acido mandelico

Per ovviare ai problemi legati all’applicazione ai soggetti ipersensibili, un acido della stessa famiglia, ma con struttura molecolare più ingombrante è diventato sempre più adoperato: l’acido mandelico. Tale acido ha azione di sfaldamento degli strati superficiali dell’epidermide più delicata (esseno più grande degli altri AHA non penetra troppo in profondità) senza arrossare la cute o generare fastidiosi pizzicori. Per questo motivo è adatto anche alle pelli più sensibili e in caso di acne. Ulteriore vantaggio, non ha effetti fotosensibilizzanti, perciò si può usare in tutta sicurezza in tutti i periodi dell’anno.

Beta-idrossiadici

Nel settore cosmetico il beta-idrossiacido più noto è l’Acido salicilico, che a differenza degli alfa-idrossiacidi ha maggiore acidità, ma anche maggior peso molecolare (penetra meno nella cute) ed è solubile in olio e nei lipidi cutanei.

Per questo motivo è impiegato nell’acne papulo-pustolosa e risulta in grado di eliminare il tappo cheratinico e liberare il follicolo sebaceo. Gli svantaggi di questo attivo sono la sua natura fotosensibilizzante e la sua analogia strutturale con l’acido acetilsalicilico (la comune aspirina) per cui è da evitare il suo utilizzo per le persone allergiche ai salicilati. L’estetista prima dell’impiego di tale ingrediente dovrà effettuare una anamnesi alla cliente.

E’ possibile trovare questo ingrediente anche in prodotti non indirizzati all’esfoliazione cutanea per le sue proprietà antimicrobiche. La sua concentrazione di utilizzo è limitata dall’allegato III del Regolamento Cosmetico fino al 2.0.

Poli-idrossiadici

Sono molecole di maggiori dimensioni degli alfa e beta idrossiacidi con un maggior numero di gruppi ossidrilici. Date le dimensioni,  presentano rispetto agli altri acidi minore penetrazione cutanea ma allo stesso tempo assenza di fenomeni irritativi.

Il più noto è il Gluconolattone, la forma ciclica dell’acido gluconico. La struttura ciclica permette di mascherarne l’acidità e lo rende idoneo a tutti i tipi di pelle. La presenza di numerosi gruppi ossidrilici lo rende un ottimo idratante in quanto in grado di richiamare acqua per effetto igroscopico.

I protocolli estetici in cabina prevedono spesso l’abbinamento di più ingredienti. Non è insolito infatti incontrare prodotti cosmetici contenenti un mix di alfa, beta e poli-idrossiacidi, in modo da mitigare gli svantaggi ed ottimizzare la performance nel rispetto della fisiologia cutanea. La scelta di opportuna esfoliazione ed esfolianti, rispetto del protocollo di esfoliazione ed esperienza dell’operatore rappresentano un aspetto critico per la buona riuscita del trattamento esfoliante.

Photo credit: Unsplash

Dott.sa Francesca Mancini
Dott.sa Francesca Mancini
PhD, consulente aziendale, formatrice in Chimica e Cosmetologia. Valutatrice della sicurezza dei prodotti cosmetici.

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